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Benvenuto Kirisun !

 

Come ormai siamo abituati, sono passati solo pochi giorni dall’ultima prova fatta ed ecco un nuovo apparato DMR, anzi un nuovo marchio produttore che si affaccia nel mondo del tdma, segno del grande interesse che sta suscitando questa tecnologia:   Kirisun DP990

Alla prima occhiata, sembra ci si trovi di fronte ad un Hytera PD785:  chassis, posizione e larghezza dei tasti … tutto sembra molto simile.    Anche le dimensioni sono identiche !

Poi, invece, all’accensione, la nostra prima impressione viene proprio confermata.

E’ innegabile questa stretta similitudine, anche se, con un occhio più attento qualcosa ci era sfuggito:   l’antenna non è al centro, ma a sinistra !

Ma lasciamo da parte le prime impressioni e veniamo al nocciolo della questione:  carichiamo il nostro apparato e attacchiamo il cavo di programmazione.

La prima cosa che voglio raccontarvi in questa mia prova-presentazione è che il software CPS, pur essendo provvisto di suoi driver, sul mio computer funziona già, utilizzando altri driver che erano già caricati.    Meno male, direi;   i nostri computer ormai sono pieni zeppi di driver diversi.

Una volta caricato il nostro cps, ancora una volta ci troviamo di fronte a qualcosa che ha molti punti in comune con il mondo Hytera ma, mi piace segnalare, con una velocità di accesso, lettura e registrazione decisamente più accentuata e senza quelle noiose finestre intermedie, della serie, “sei sicuro ?”, “Leggo ?” o cose del genere.

Cominciando a dare una occhiata alla struttura dei parametri personalizzabili è la presenza del roaming!   Finalmente direi;   dopo mesi e mesi di apparati cinesi e centinaia di aggiornamenti … poco significativi, finalmente il roaming !!

A qualcuno potrà sembrare una cosa inutile, ma con il grande sviluppo che ci è stato in Italia di ripetitori, dai nostri 7 o 10 del primo periodo 2012-2015, agli oltre 50 di oggi, il roaming è effettivamente un elemento utile che da quel valore aggiunto significativo.   A Roma, abbiamo avuto il piacere, ed onere di avere sin da subito due ripetitori, per cui forse noi siamo stati sin da subito abituati e dunque siamo maggiormente interessati ad usare questa opzione molto utile.

Lo ricordo, per chi ha bisogno di approfondire, che il roaming consente al ricetrasmettitore portatile di far autonoma la scelta del segnale migliore, il quale, sulla base di una specifica programmazione dell’apparato e del ponte, segue dunque il segnale migliore ricevuto, commutando automaticamente il canale e da’  modo all’utente di avere sempre l’accesso migliore alla comunicazione radio.   Vi è un libro, per altro molto impegnativo, il System Planner della Motorola che dedica un intero capitolo alla programmazione dei valori del roaming, per apparati e ripetitori.   Bisogna fare una attenta analisi dei segnali dei due o tre ripetitori da mettere in roaming, per capirne le zone di sovra-copertura, i segnali generati e gestire i parametri specifici nel modo migliore.

Purtroppo, non tutti lo conoscono e una lettura sarebbe auspicabile da parte dei vari installatori che si lanciano nell’installazione di sistemi digitali con troppa leggerezza, pensando che averlo fatto in passato con apparati in analogico possa dare sicurezza e competenza, ma poi realizzando sistemi … inaffidabili.

Scartabellando ancora i vari capitoli del cps, ci troviamo anche alle altre features di questo apparato:   gps, programmazione della frequenza e del color code da tastiera, analisi del segnale RSSI in arrivo…. direi tutto sommato buone novità, per altro presenti già nel firmware originale della casa, senza doversi impicciare con i computer o i sistemi operativi, a fare upgrade improbabili.

Programmiamo un paio di canali e cominciamo la nostra prova, portandoci dietro il nostro nuovo gioellino.

In primo luogo, vediamo i materiali:   bella la plastica, rifinita direi, che lo colloca un gradino più alto rispetto agli apparati cinesi no-brand di ultima generazione, visti fino ad ora.   La batteria è da 2 Ampere, 7,4 volt;      questa dotazione ci da davvero una bella copertura:   con un uso normale, dalle 8 del mattino alle 23 di sera …. non si può chiedere di più.   Con un uso meno gravoso, anche due giorni.   Un risultato interessante, radioamatorialmente parlando.

Il connettore microfonico/di programmazione, ahimè, è di tipo personalizzato, cioè dire ha un suo connettore proprietario (attenzione, però coincide con piedini e connettore dei cavi Motorola).

L’antenna UHF in dotazione è anche per il GPS;   GPS che per altro è molto veloce ed efficace nella acquisizione, anche in posizioni cittadine più coperte.   Non è il massimo come capacità di … acchiappare segnali, ma l’antenna in dotazione si difende bene.

Nell’uso all’aperto ho però verificato questa situazione che, a meno di una non perfetta programmazione, potrebbe costituire un qualche problema:  il display, pur posizionato al massimo del contrasto, in presenza di sole battente è poco efficiente, quasi si affievolisce, come se avesse un sensore e regolasse il contrasto sulla base della luce dell’ambiente.   Ma, se fosse davvero così, questo meccanismo di autoregolazione sembra funzionare al contrario !  In presenza di sole, il contrasto diminuisce quasi a diventare illeggibile il contenuto del display.   Si è costretti a coprire il display, per leggere qualcosa !

Lo ripeto, potrebbe anche essere una regolazione da effettuare nel cps, ma per quanto abbia girato nei menù, per altro molto semplici ed intuitivi, non mi pare di averlo trovato.

Altra piccola cosa da correggere, a mio avviso:   il tasto centrale lievemente più grande, che serve per navigare nei menù, usato come selettore dei canali, al primo contatto non si muove, ma conferma il canale in uso.   Mi spiego meglio:   se siamo sul canale 1 e vogliamo passare sul 2, dobbiamo dare due colpi alla freccia in alto;   il primo non ha effetto.   Il secondo permette lo spostamento di un canale.            Avevo trovato questa stranezza anche sul modello Motorola SL1600:   sarebbe da modificare.

Questa cosa di per se sembra poco rilevante, ma ogni volta che vogliamo cambiar canale, dovremo ricordarcelo.

Altra piccola cosa che potrebbe essere modificata è la impossibilità di usare il cambio canale in presenza di segnale:    se il portatile sta già ricevendo una comunicazione, le frecce non hanno alcun effetto.   Bisogna necessariamente usare il potenziometro del canale, giusto affianco a quello dell’accensione/volume.

Si tratta di sciocchezze che io reputo da raccontare qui, sperando di metter ein luce le caratteristiche salienti;   magari, il progettista ha voluto proprio questo effetto o a molti andrebbe bene già così !

Ora veniamo ai parametri un po’ più tecnici:   il radioamatore che si trova di fronte ad un apparecchio nuovo, la prima cosa che fa è quella di trasmettere e chiedere come arriva.   Magari, non legge neanche il manuale, ma di certo si comporta così;   nel pieno rispetto di questa prova … orecchiometrica, mi comporto anche io e rilevo subito che la qualità dell’audio ricevuto, che sia in digitale o in analogico appare valida e ben presente.

Anzi:  iIn analogico, è necessario abbassare da cps il valore dell’audio, altrimenti a potenziometro su valore minimo 1, l’audio è già forte e prepotente.    In modalità digitale, invece è corretto il valore di default (0).

Nel trasmettere in modalità digitale, il corrispondente ci da piena soddisfazione, informandoci di una buona qualità, come spesso sempre dire “rotonda” e piacevole.    In analogico, invece, ci viene subito detto che la deviazione sembra un po’ appannata.   Metto mano al CPS e provo ad aumentare il guadagno microfonico, senza grande successo.  Anche vicino ai valori massimi di guadagno possibili, l’apparato non ci da piena soddisfazione di quantità di livello microfonico:    bisogna parlare con l’apparato ben stretto davanti alla nostra bocca.

Tutto ciò viene però ripagato dal rilevare che comunque la qualità della nostra trasmissione in analogico è buona, molto più di quanto riscontrato con altri apparati già testati in passato, dove la qualità in nbfm era molto da discutere.

La scansione, ed ancora piacevolmente il roaming, come detto grande vera novità, sono veloci ed efficienti.   Nulla da eccepire !

A questo punto, diamo corrente a qualche strumento e verifichiamo subito, con somma soddisfazione ben 4 watt in trasmissione e una buona sensibilità (valori di – 124 dBm per 12 dB SINAD), in ricezione.   Anche qui, apparato promosso a pieni voti.

Buona potenza che si mantiene fin oltre i due terzi di consumo di batteria, dandoci serenità di poter usare la nostra radio sempre con un buon successo.

Altra nota degna di rilievo e la possibilità di impostare in fase di programmazione la potenza, selezionabile a passi di 500 mW;     una cosa che altri marchi preferiscono risolvere in due o tre valori standard fissi.

Nell’suo quotidiano ho verificato anche altre analogie con il PD785 o X1P della Hytera;    innanzitutto il display che presenta una matrice di punti (se così mi viene permesso di chiamarla) che con i suoi caratteri più piccoli sembra non definito ottimamente.

E poi, il livello di segnale ricevuto, che sembra molto … avaro;     intendo dire che, mentre con altri apparati, lo S-Meter è sempre abbondantemente a fondo scala o nelle sue vicinanze, in questo modello è sempre sotto di un paio di lineette.     Se avessi possibilità di verificare sul service manual dell’apparato i criteri di taratura dello strumento, avrei potuto capire il metodo e i giusti punti di taratura, per poterli confrontare con altri.   Purtroppo, di più non posso fare, se non un’analisi visiva, assolutamente molto elementare.

 

Se associamo tutti questi risultati basilari, ad una durata di batteria molto interessante, possiamo affermare di trovarci di fronte ad una buona novità, che si colloca esattamente a metà strada dai blasonati Motorola e Hytera, generalmente più costosi e i cinesi mordi e fuggi, da 80 euro.         Costeranno anche poco, ma a Roma, e credo in altre parti di Italia, si dice:  “poco pagare, poco avere” !

Sicuramente, il radioamatore da oggi ha una scelta in più da poter fare, per scegliere un apparato DMR.

Per finire due parole sulla certificazione RED, già rilasciata ed ufficiale ed il costo che, mi è stato confermato, potrebbe aggirarsi per i Radioamatori intorno ai 250/270 euro, cavo e software incluso.

Benvenuto Kirisun !

Luca Ferrara, IK0YYY

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