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Comunicato DMR-Italia

DMR-Italia:   si cambia;    anzi no !
 
I membri fondatori del gruppo DMR-Italia si sono recentemente riuniti a Roma per discutere sulla situazione di fatto del DMR, in Italia e in Europa.
 
Vogliamo rivivere la storia di DMR-Italia:
 
Al termine del 2012, un paio di noi ebbero l’occasione di testare alcuni apparati DMR a Roma, in ambito professionale.
Entusiasta dei risultati ottenuti, uno di noi si è recato negli Stati Uniti ed ha preso contatti con l’associazione DMR-Marc che fungeva da centro di coordinamento per la gestione dei flussi di comunicazione tra i primi ripetitori Motorola in tutto il mondo.   (n.d.r. :   Ricordiamo che per molti anni, esistevano solo ripetitori DMR Motorola).
Al rientro in Italia, è stato presentato a Motorola Italia un progetto che, una volta accettato, ci ha permesso di accendere il primo ripetitore Motorola in Italia, connesso al network DMR-Marc, ben presto doppiato con un secondo ripetitore.
Il pieno successo di questa prima fase di test, ha dunque coagulato intorno al DMR un bel gruppo di radioamatori di Roma.
 
La nostra adesione al sistema DMR-Marc ha comportato l’accettazione di regole già esistenti, che comunque ben si sposavano con il nostro modo di fare radio, per cui si è costituito questo gruppo di appassionati ed entusiasti nell’affrontare questa nuova tecnologia, che ha preso il nome di DMR-Italia.
 
Di qui a poco, sempre nel pieno spirito radioamatoriale di socializzazione e condivisione delle esperienze sulla tecnologia DMR, alla nostra piccola rete hanno via via aderito altri gestori di ripetitori in molte regioni italiane, accettando quelle stesse regole operative indicate da DMR-Marc, fino a costituire oggi una realtà che ben conosciamo, con il valore aggiunto di aver potuto conoscere nuovi amici che hanno, a loro volta, apportato la loro esperienza e passione, facendo crescere il gruppo DMR-Italia non per quantità, ma per qualità e per il piacere di sperimentare ed utilizzare, nel proprio e nel collettivo, la strada del nuovo modo digitale.
 
DMR-Italia ha partecipato alle prime riunioni DMR-Marc negli USA ed in Europa.
 
Dopo un paio di anni, sul mercato si sono affacciati altri brand, come Hytera, Tytera, Sepura che tecnicamente non erano integrabili con la rete DMR-Marc, ormai presente in tutto il mondo.
Via via anche le famose schede DVMini, DVMega e MMDVM si sono aggiunte, fino alla odierna diffusione del DMR, ne più ne meno come accadde con il DStar, dapprima predominio incontrastato di Icom e poi anche delle schede open source autocostruite.
 
DMR-Italia ha dunque, ed ovviamente diremo noi, mutato progressivamente la sua natura;   la maggior parte di queste mutazioni sono avvenute forse senza che neanche ci fosse il momento per discuterne:   questa è la tecnologia e nessuno può fermarla !
Per non parlare della crescita quasi esponenziale degli utenti, ognuno dei quali ha cercato nel mondo del DMR nuove funzioni operative, contribuendo essi stessi al progresso di questa tecnologia.
 
Sin dall’inizio, anche in virtù del gemellaggio preso con DMR-Marc, DMR-Italia si è dovuta sintonizzare sulle direttive mondiali.
Abbiamo stabilito delle regole, le abbiamo scritte chiaramente sul sito, le abbiamo raccontate nei nostri incontri e, chiunque voleva collegarsi al nostro sistema di ripetitori, aveva ben chiaro che lo avrebbe potuto fare assecondando ed accettando queste stesse regole, come filosofia di network.
 
DMR-Italia infatti, con lungo anticipo, aveva previsto che con una anarchia incontrollata e con la mancanza delle regole, tutto si sarebbe disciolto, come neve alla luce del sole, forse perchè teneva ben chiari i risultati di analoghe e precedenti esperienze italiane.
 
Fino a Maggio del 2018, questa regole venivano più o meno rispettate;    sicuramente alcune a fatica, ma erano tutte chiare e tutti i gestori dei ripetitori rimanevano fedeli al progetto iniziale.    Mensilmente, vi sono state riunioni dei vari installatori, alla ricerca delle varie soluzioni e proposte da attuare sul nostro piccolo, ma efficiente network italiano.
 
Noi siamo sempre stati convinti che, tutto ciò ha certamente contribuito alla nomea di essere una rete funzionale, semplice ed efficente.
 
Infatti, già con l’avvento del Brandmeister nel 2015, si era potuto assaporare quanto vero e strategico fosse il rispetto delle regole:    tutte le reti che crescevano intorno, ma avulse dal DMR-Marc, creavano continui dissapori tra gli utenti che, giornalmente, si ritrovano cambiamenti, nuovi TG, nuovi sistemi. 
A partire dai primi mesi del 2018, anche DMR-Marc è stata – gioco forza – trascinata in questa accalorata mutazione, dove la condivisione di tutti i sistemi digitali e tutti i network, costringeva a cambiare le regole e ad adeguarsi ai tempi, che corrono molto più veloce delle idee, fondendosi dapprima con DMRPlus e, via via, confluendo nella rete Brandmeister.
 
Sia chiaro:   nessuno di noi vuole qui affermare che il nuovo sia sbagliato a priori.    Vogliamo solo dire che, volendo o nolendo, il troppo, spesso, non coincide con il bello e perfetto.
 
A giudizio di DMR-Italia, nelle persone dei suoi amici fondatori, questa spinta irrefrenabile a condividere tutto e tutti, ha snaturato l’essenza originaria del DMR;    se si decide di spendere tanti soldi per creare una rete efficiente, non si può ascoltare qualcosa che la renda di fatto inefficiente.   Se si vuole usare il DMR, a cosa serve mischiarlo con il DStar o con il C4FM ?
 
Ora siamo agli ultimissimi giorni nostri:
molti gestori dei ripetitori DMR-Italia hanno sposato questa nuova condivisione di tutto il digitale;   altri, invece non la hanno molto … digerito;    qualcuno a Giugno ha già deciso di abbandonare il server DMR-Italia;    server, che vogliamo ricordare, è stato finanziato annualmente grazie ai contributi dei membri fondatori, dei tanti sysop dei ripetitori collegati e di amici semplici utenti, che hanno voluto dare il proprio contributo, per premiare e consolidare “un progetto”, il progetto DMR-Italia !
 
Molti, se non tutti, hanno cominciato a proporre quesiti sulla strada da intraprendere, accorgendosi che qualcuno ormai aveva deciso e decideva già tutto, in piena autonomia e a priori, senza discuterne con tutti, come si era fatto dal 2013 ad oggi.
 
A questa fase delicata ed introspettiva, aggiungiamo alcuni eventi che hanno fatto poi precipitare tutto:    la totale mancanza di confronto degli ultimi sei mesi ed il passaggio, tutto in una notte, da una gestione DMR-Italia, gestione amichevole e condivisa del nostro sistema di ponti, ad un nuovo gruppo, senza preavviso, senza discussione e neanche una spiegazione …
 
In conclusione:      partendo dalla motivazione per cui è nato il gruppo di amici DMR-Italia e, considerata l’evoluzione della rete DMR come non più autonomamente gestibile e, per autonomamente si intende per la parte tecnica e decisionale, da parte dei membri stessi, dopo una serie di incontri sono state messe al vaglio una serie di proposte, come sempre a libera votazione.

Al termine di questi incontri, abbiamo potuto tutti convenire su una soluzione sola:     il progetto è concluso;    si passa ad altro.

DMR-Italia ringrazia tutti coloro che hanno dato apporto e supporto materiale e morale, manutentori dei singoli ponti, informatici o semplicemente utenti della rete:    senza di loro, questa esperienza non sarebbe neanche potuta iniziare.

Siamo e vorremmo continuare ad essere considerate persone che condividono una stessa passione, che hanno voglia di tecnologia ma che non dimentica che dietro la macchina, anche la più evoluta, c’è sempre un uomo con i suoi pregi ed i suoi difetti.
 
Anche se qualcuno avrà da ridire il contrario, se non fosse stato per questi pazzi di DMR-Italia, il sistema DMR-Marc, lo SmartPTT, il C-Bridge e lo stesso IPSC2 non sarebbe potuto cominciare in Italia.
Certo, magari lo avrebbe fatto qualcun altro, ma ci illudiamo si voglia ricordare chi ha avuto l’ardire di iniziare, magari di sbagliare, ma comunque di rimanere con i piedi per terra e rispettare gli accordi intrapresi in USA e Europa e, soprattutto, gli accordi tra noi !
 
Questo sito continuerà ad esistere, cominciando a pensare anche a nuovi sistemi, a nuove installazioni, nuove esperienze.    Stiamo valutando cosa fare circa l’attività di alcuni ripetitori di Roma, del DMR, del DStar.   Vi sono alcune proposte che vaglieremo e discuteremo, tutti insieme;   come si è sempre fatto.
 
Da noi, non comanda nessuno, solo perchè ritiene di essere più bravo degli altri;   ma anche se lo fosse, uno vale uno.
 
Grazie a tutti Voi.
 
Il sito nelle prossime ore verrà riorganizzato.
Rimanete connessi, se vi stiamo simpatici.
 

DMR-Italia

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