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Prova Radioddity GD77

Come ogni tanto capita, ci permettiamo di riempire qualche bytes con prove di apparati radiotrasmittenti con le diverse tecnologie.

Oggi parleremo, anche se in maniera molto sintetica, del nuovo bibandino portatile cinese, marchiato Radioddity, modello GD77.

Sapete ormai bene che nel fare le nostre prove non perdiamo tempo a mettere dati che chiunque trova in ogniddove su internet;   cerchiamo di esprimere un nostro ragionevole punto di osservazione

Ormai i nostri lettori hanno capito il binomio cinese-economia di acquisto, per cui non ci vuole molto per capire che un apparato che viene venduto e spedito fino a casa vostra con un costo complessivo inferiore ai 100 Euro, vale 100 Euro, non un solo Euro di più.

La nostra analisi però dovrà pur essere un po’ più tecnica, se vogliamo continuare ad essere letti come, ed ho detto “come”, punto di riferimento per un eventuale acquisto.

Cerchiamo dunque di confrontarci a cuor imparziale di fronte a questo nuovo cinese che è arrivato ed abbiamo visto in verità già da qualche tempo su molte pagine internet.

Apparato principalmente bibanda, cioè dire permette di lavorare la banda VHF e UHF in maniera contemporanea, con modalità analogica e digitale DMR, con la possibilità di veder sintonizzate sul nostro doppio VFO due frequenze diverse all’interno della stessa banda, VHF-VHF o UHF-UHF.

La parola magica che apre qualche orizzonte di interesse in più è proprio la parola VFO;   l’apparato infatti ha un vero e proprio VFO aperto, su cui usare tasti UP e DOWN a piacimento, o impostando direttamente da tastiera la frequenza prescelta.   Direi dunque un uso ed una indicazione molto più adatta al mondo radioamatoriale di questo apparato, rispetto ai tradizionali apparati professionali programmabili solo da computer, così come anche alla penultima generazione di cinesi che, nati con impostazione professionale, rigida e informatica, si sono via via adattati a seconda delle richieste del grande pubblico, a poter essere programmati da tastiera, ma con procedure ancora poco flessibili.

Dunque, ancora un passo avanti !

I materiali e le dimensioni dell’apparato sono piacevoli al tatto e desiderabili come portatilità:   spessore più compatto degli ultimi bibanda, con maggiore possibilità di essere portati in tasca, niente spigoli vivi, niente antenne ciccione, tutto molto friendly, con idea di compattezza e robustezza.   Non lo abbiamo buttato per terra, per cui consideriamo questo vocabolo di robustezza ancora teorico.

Batteria da 2.200 mA, ormai un taglio ed un valore classico, collaudato dalla concorrenza e con valori di fruibilità assolutamente in linea con tutto il resto:   acceso alle ore 08 del mattino, ci accompagna instancabile fino alle ore 20, nonostante le nostre chiacchere.

Discorso a se la visualizzazione dello stato della batteria:   spesso si riduce di una o due tacche, ma poi si riporta a fondo scala.   Poco attendibile.

La resa della sezione a radiofrequenza è nei limiti di quando siamo ormai abituati ad avere, con potenza di 4, watt (non 5 come dichiarato….) e sensibilità di – 119 dB per 12 dB SINAD.   Analoghi le evidenze nella sezione digitale.

L’audio riprodotto dall’altoparlante è di ottima qualitaà, non si può negare;   anche la modulazione, in analogico o in digitale, è apprezzabile per la sua timbrica e fedeltà di riproduzione.

Senza infamia e senza lode, direbbe qualche romanaccio di mia conoscenza.

I problemi sono altrove …

Una volta acceso, capiamo che ci troviamo di fronte ad un inizio serie: display abbastanza semplice, senza tanti fronzoli e velocità di esecuzione di alcuni script di benvenuto un po’ scarsa.   Questa consapevolezza dell’inizio serie ci appare più evidente quando ci troviamo di fronte, nell’uso quotidiano, a diverse stranezze:   io ne ho scritte solo alcune, come ad esempio il tono do cortesia di PTT che a volte esce fluidi e regolare, a volte è smozzato, a volte non c’è per niente;   alcune operazioni sul menù gridano vendetta, con posizioni di voci di menù apparentemente illogiche ed intuitivamente da sistemare, come se fosse mancata una progettazione d’insieme della architettura di funzionamento.

Ancora, avvengono dei salti di VFO o di frequenze nel VFO che non si comprendono: mentre stai ricevendo un segnale, di punto in bianco ti ritrovi il display 6,2 Khz più in alto ed immediatamente dopo ritorna tutto a posto, senza neanche farti perdere ciò che stai ricevendo.

Ahimè, in presenza di segnale, in modalità memoria, non viene visualizzato il segnale di ricezione ?!? Anche quando si da un colpo di portante in DMR, sul display rimane a lungo il nome de TG trasmesso e il segnale RF non viene visualizzato.

Sicuramente, sarà da sistemare, con nuovi firmware.

Strano anche il comportamento del VFO principale (quello di trasmissione), che spesso passa da solo sul VFO secondario, o ad apertura di squeltch:   mi è capitato di parlare in UHF e di fare un passaggio in VHF, perché si era spostato da solo e non me ne ero accorto.

Credo, tutto sommato, che si tratti dei classici errori di gioventù;   alla fine, questi cinesi, nell’intento di arrivare per primi sul mercato con un prodotto, non riescono a fare il famoso periodo di prova, attraverso cui correggere gli errori naturali delle novità.

La mia domanda è sempre la stessa:   hai speso meno di 100 euro, cosa vuoi di più ?

Durante la nostra prova, poi, è capitata una cosa molto curiosa che conferma quello che abbiamo sempre scritto e detto:   non esistono dieci marchi diversi di apparati, ma uno solo che produce l’hardware e lo vende a ditte … subappatlanti che ci realizza i propri business.

Ad un certo punto abbiamo dovuto resettare l’apparato; ebbene, al termine del reset, il firmware è ripartito alla sua versione 1, con addirittura la visualizzazione all’accensione di un modello a sei/dodici canali, ovviamente con un altro nome.   Per riportarlo alla versione valida, abbiamo dovuto scaricare diversi firmware, in scaletta, ognuno per un nome e modello diverso, per poi arrivare al nostro GD77.

Attenti dunque al reset di fabbrica !

Di certo, la casa costruttrice non si è fermata;   già sono stati messi a disposizione alcuni nuovi firmware, che testimoniano una attenzione ai problemi lamentati da parte degli utenti che oggi sono diventati le vere cavie che testano i prodotti.

Anche gli … smanettatori si sono dati da fare;   già è possibile scaricare il database dal sito DMR-Marc e programmare la radio, in modo semplice ed intuitivo.

Avremo sicuramente un futuro anche per questo apparato.

Cosa vogliamo dire di più ?   Nulla, per carità.

Esattamene quello che ci siamo ritrovati a dire in passato:   questi cinesi saranno anche convenienti, ma ci si deve pur accontentare.

Adesso sta a voi decidere.

 

Ringrazio IZ0ZTL Luca che mi ha messo a disposizione questo apparato, per la nostra prova.

Luca Ferrara, IK0YYY.

 

 

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