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Prova Tytera MD-380

Ebbene si, questa volta siamo arrivati tardi !

Il cinesino che oggi vi presento è già nelle mani di diversi radioamatori da qualche tempo, per cui già se ne è sentito parlare.   Ma non abbiamo mai voluto essere i primi, fatemi fare una battuta:   vogliamo solamente essere i migliori……

Scherzi a parte, oggi sul banco di prova il portatile Tytera MD-380, messoci a disposizione dal distributore italiano ufficiale che ne vanta anche la certificazione.

Partiamo dal costo:   siamo sui duecento euro più IVA, con un pacco, per altro molto elegante e raffinato che comprende tutto: cavo di programmazione, manuale cartaceo, caricatore da tavolo, per altro molto bello ed elegante e due antenne, una corta ed una più lunga.

Alla prima accensione, ci colpisce lo schermo a colori.

Alla prima manipolazione, ci ricorda il menù Hytera.

Alla visione del software di programmazione, ci sembra proprio quello del CS750 !

Ma che lo diciamo a fare ? Sappiamo bene che tutti questi cinesi arrivano dalla stessa zona, se non dalla stessa fabbrica di Quanzhou, Fujian.

E sappiamo bene che il concetto di “copia ed incolla” è molto, molto cinese….

La sensazione è di avere un prodotto semplice in mano, intuitivo nella sua parte dei tasti e del menù, dal tatto e dalla consistenza piacevole.   Bella e ricercata la qualità della plastica;   il peso risulta assolutamente equilibrato, senza spigoli vivi ed una dimensione finale che è minore del CS700/750, decisamente più piccolo del Motorola DP4800 e Hytera 785.

Colpisce soprattutto la ridotta profondità, che lo rende davvero più portatile degli altri menzionati.

A questo discorso si deve associare la batteria in dotazione, da ben 2 Ampere che nella nostra prova dura quasi 24 ore intere !

Veniamo alla programmazione;   il cavo è in dotazione ed il software lo si scarica gratuitamente dal sito, così come le versioni firmware.

Una volta lanciato il programma, si capisce la stretta vicinanza al CS750;   il software è praticamente identico, nella sua struttura principale e nelle finestre che si aprono a tendina;     ovviamente, qui nel Tytera il menù appare più povero, rispetto al CS750, ma in questo aiuteranno le versioni successive del Firmware che sicuramente verranno lanciate e che andranno ad implementare alcune funzionalità.

La messaggistica SMS è compatibile sia da/verso Motorola che con lo stesso CS750.   Purtroppo, non ho provato con Hytera….. al momento, non ne avevo uno a disposizione.

Anche qui, purtroppo, manca il roaming e i contatti sono solamente…. 1000, oramai abituati ai 65000 e rotti del CS750.

Spicca nel menù la programmazione da tastiera, che sembra completa.   Ma, come nel caso del CS750, si vanno a creare ed aggiungere canali nuovi, non si modificano quelli esistenti (come avviene con la scheda Turbo Plus Motorola).

Anche l’efficienza risulta molto buona:   qualità audio di riproduzione molto efficace e bella;   modulazione, in analogico e digitale, assolutamente all’altezza dei più blasonati marchi.

Se proprio devo andare a cercare qualcosa che non va, devo riferire la presenza di rumore sul display;   devo però spiegarmi meglio:   in assenza di segnale, sia in digitale che in analogico, le barrette che comprovano la presenza di segnale rimangono accese, da una fino a tre, sul totale di quattro.   Come se fosse presente un segnale al ricevitore.

Questo effetto sparisce togliendo l’antenna dal suo connettore, finalmente un sma femmina da pannello !

Quando mi sono accorto della cosa, sono andato subito ad accendere il test set, convinto che mi trovassi di fronte a rumore, ed invece mi sono dovuto ricredere.   L’apparato ha una ottima sensibilità:   siamo (in nbfa) a – 124,5 dBM per 12 dB SINAD !

Non c’è che dire !

Approfitto del test set, per misurare anche la potenza in uscita, a mezza batteria, 4,2 Watt

Anche qui, tanto di cappello al nuovo cinesino.

Tirando le somme della mia prova, seppur estemporanea, direi che ci troviamo di fronte ad un buon prodotto.   In rete (409shop o Ebay) lo si acquista per 140, 150 dollari.   Il distributore italiano ha annunciato un prezzo di 200 euro, a fronte della certificazione che ne permetterebbe l’uso e la vendita in Italia.

Come spesso mi capita di dire, di cinesi ce ne sono tanti, e tanti altri arriveranno sul mercato DMR.   L’unica vera differenza è la possibilità di farci modellare l’apparato DMR alle esigenze amatoriali che, lo ricordo, sono molto differente e molto più pretenziose del mercato professionale.

Se pensate che il CS750 permette oltre 65000 contatti e addirittura diversi ID, questo la dice lunga su cosa andiamo davvero a cercare, noi poveri ed umili radioamatori.

Ho detto la mia.

Luca Ferrara, IK0YYY.

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