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Motorola SL 1600

E’ appena arrivata in Italia la versione UHF del nuovo Motorola SL1600 e subito è stato messo sul banco di prova.   In effetti, già  a dicembre era sbarcata in Italia la versione VHF ma, per mancanza di reti, abbiamo deciso di attendere qualche giorno in più, per la versione UHF, approfittando dei due ripetitori DMR attivi a Roma da oltre due anni.

Si tratta dunque del solito test che generalmente pubblichiamo su queste pagine, che riguarda le impressioni raccolte dall’uso quotidiano.   Test che, per altro, giorno dopo giorno si andrà  perfezionando e per cui vi invitiamo a rileggere questo articolo anche nei prossimi giorni, visto che le singole prove le aggiorneremo in tempo reale.

Cominciamo dalla confezione;   ormai Motorola ci ha abituato a ricevere i suoi apparati in scatole piccole e compatte, ma con tutto il necessario:   caricatore da parete veloce e supporto per la cinta, oltre al resto necessario per far funzionare l’apparato.    Ed è proprio aprendo la scatola della batteria che scopriamo la prima novità , cioè che la capacità  è superiore alla batteria del SL4000, portando a ben 2350 mA il valore.   Come qualcuno ben sa, il punto dolente del SL4000 è proprio la durata della batteria;    l’originale, in formato extra slim, permetteva non più di 5 ore, è stata infatti ben preso sostituita da una versione maggiorata, che porta a 6 ore complessive l’uso del piccolo Motorola SL4000, tutto digitale.

Nella foto vedete le due batterie;   quella più cicciottella è appunto questa da 2300 mA del nuovo SL1600;   l’altra, invece è quella da 1800 mA del SL4000.

Sempre nella foto, è possibile vedere un forellino, subito sotto il foro di fissaggio della clip, normalmente chiuso con un tappino di gomma, che cela ul connettore di antenna, che comunque per poter essere utilizzato necessita di un adeguato codino di cavo rf, alla cui estremità  deve essere montato un mccx dritto e assolutamente piccolo.    Un bel pò difficile da trovare !

Come avete certamente capito, il confronto tra questo SL1600 è rivolto necessariamente al più completo SL4000/4010, ponendo l’SL1600 in una fascia di mercato molto interessante ed innovativa.

Una volta caricata la batteria, ci apprestiamo ad accendere il nostro nuovo piccolino e fare un primo giro tra i comandi, o, per meglio dire, nell’unico comando disponibile:   il selettore dei canali !   In effetti, a parte questo, possiamo contare solo su due tasti per lavorare il volume, il tasto di accensione, che premuto in modo esteso accende e spegne l’apparato, premuto in modo puntuale fa parlare l’apparato per dire la quantità  di carica della batteria.    Oltre al volume posto sul lato sinistro dell’apparato, abbiamo unicamente un altro tasto, che si può programmare da menù, come avviene negli altri apparati.

Ma della fase di programmazione che mi voglio sofffermare, perchè scopro subito che l’apparato può essere programmato solo dalla ultimissima versione CPS, la numero 11;    la cosa davvero che non riesco a digerire è che tale versione può essere installata solo su computer, a partire dal Windows 7.     Non la digerisco, così come non ho mai digerito che una casa americana come Motorola, si prestasse a produrre i suoi software solo per Windows, tralasciando il sistema OS di Apple, ben presente negli stessi Stati Uniti.

Perchè mai devono costringere tutti a migrare a Windows 7 o 8 ?    Soprattutto perchè alcuni programmi, radioamatoriali o anche di altri sistemi, si installano e funzionano ancora solo su XP.   Tutto ciò porta un caos nelle nostre case ….  e via a cambiar computer !

Tralasciando questa questione, e soprattutto recuperato un computer con Windows 7, andiamo a vedere le differenze:   i canali programmabili sono 99;    le zone sono solo tre, in tutto;    nelle liste RX ci metti al massimo 4 caratteri, per cui nessuna possibilità  di visualizzare il nominativo del corrispondente per intero.

Parlando di visualizzazione, forse è proprio questa la cosa più innovativa dell’SL1600, visto che ad apparato spento o in semplice stand-bye, lo chassis scuro rimane tale ma, in fase di ricezione o trasmissione o cambio canale, ecco la sopresa:   dallo scuro dello chassis, esce una bella scritta luminosa, che scorre anche da destra verso sinistra !

E questo fa dell’SL1600 una vera chicca, come noi romani amiamo dire.

Come avete visto nella prima foto, la possibilità  di viasualizzare dei messaggi è molto intrigante e spettacolare;   per altro, la matrice dei punti luminosi permette anche lo scorrere dei caratteri e diverse indicazioni, oltre al canale, al gruppo trasmesso, a quello ricevuto, possiamo conoscere lo stato della batteria, unita ad un annuncio vocale, altrettanto affascinante.

Ora, veniamo alla risposta delle tante email ricevuto in questi pochi giorni:   ma quanto dura la batteria ?

In tutta onestà , qui c’e’ un bel distacco dalla versione SL4000 che, come detto sopra, permette solo 6 ore;   a prove fatte e ripetute per diversi cicli di carica, possiamo stabilire che si possono ottenere valori di durata molto interessanti:   con comunicazioni radioamatoriali, sia in analogico che in digitale, si arriva tranquillamente alle dodici ore consecutive.   Ho scritto apposta comunicazioni radioamatoriali, proprio perchè noi radioamatori facciamo passaggi decisamente più lunghi e ripetuti.   Sono certo che con un uso professionale, la durata si raddoppia !

Questo è decisamente un bel passo avanti per Motorola;   una batteria di durata decente pone l’SL1600 in buona posizione, per una eventuale scelta.   Non smetterà mai però di affermare che l’apparato più ‘portatile’ che ci sia è ancora l’SL4000, nonostante lo spessore sia assolutamente identico e le dimensioni solo lievemente più grandi (vedi foto).

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